Trovo molto interessante la mia parte intollerante

Posted by Enricoditvdiari | Brodo | martedì 4 Luglio 2006 14:54

Non parlo mai di Trieste.
A Trieste non vivo.
Sopravvivo.
La mia Heimat è un’altra.
Quel limbo di terra a sinistra del Piave.
Quella è casa mia.

A Trieste sono di passaggio.
Da 10 anni.
Ma sono di passaggio.

Soprattutto dopo che hanno deciso di levare dalla mia vetrina preferita
un top bianco di Chloé che da un paio di giorni mi gusto incantato durante la strada per l’ufficio.

E’ tempo di rimediare dedicando a Trieste i miei ultimi update:

1) Ho partecipato alla mia prima esterna in qualità di EnricodiTvDiari.
Mi hanno invitato a una premiazione di un torneo di calcetto di un quartiere,
poco distante da casa mia.
Allego foto.

Il prossimo obiettivo della mia scalata al successo è la Sagra dei Oséi a Sacile.
E il Sardòn Day sempre a Trieste.
Se qualche pro-loco interessata fosse in ascolto, avviso che la mia tariffa è una grigliata mista con contorno.
Le patatine no. Grazie davvero ma hanno un impatto glicemico che non posso permettermi.

2) L’altra sera, quasi per caso, passo accanto a un celebre bar della pseudo movida triestina.
Odio questo bar.
E’ frequentato dalla top three delle sottoculture che non tollero:
a) Capoeristi e simpatizzanti rasta che si preparano al SunSplash
b) Punkammerda Mittleuropei con cani Mittleuropei
c) Giovani studenti universitari cuiosandalati che vogliono Bolognesizzare Trieste

Odio il gestore di questo bar.
Tutto risale a tre anni fa, all’estate di tre anni fa.
Quando esco dall’ufficio stanco e affamato.
Senza aver consumato il giusto numero di proteine durante lo spuntino pomeridiano.
Nervoso.
Mi dirigo al decadence-bar invitato per un aperitivo.
Entro.
Io non sopporto il cibo etnico.
Se poi il cibo etnico è composto da un carboidrato complesso come il cous-cous
è una tragedia.
Ma ho troppa fame.
Alzo la testa, mi appare il fantasma di Barry Sears.
Mi guarda torvo. Mi chiede cosa ho mente di fare.
“Barry, scusa ma non ce la faccio proprio”.

Afferro un timido piatto di cous-cous e porto alla bocca un Sauvignon ’94.
In quel momento passa il gestore.
Mi guarda.
Lo guardo.
E’ nano e abbronzato e indossa una camicia militare a manica corta.
Io in jeans e t-shirt Paul Smith.
Passa innanzi.
Poi si volta, mi fissa serissimo e mi fa con tono seccato:
“Ciò xé mejo essere ciari, no te son qua pa far zena”.
(Hey è meglio essere chiari ed esaustivi non sei qui per cenare).
Mi indica il piatto di cous-cous.
Io divento rosso a sfumatore viola.
Credo di volere la sua morte in quel preciso istante.
Io, io che incrocio le posate come si insegna all’Accademia di Modena.
Io, io che quando chiamo al telefono dico sempre “Ciao, ti disturbo?”
Io.
Io sto per passare come uno scroccone da aperitivo.
Come un white collar milanese affamato.
Come il simbolo della precarietà postmoderna (e insisto…) di chi non ha soldi per andare fuori a cena
e si ciba con il TUO stracazzo di cous-cous gentilmente offerto.
Tu meriti di essere punito.

Non consumo in quel bar da tre anni.
Fino all’altro giorno.
Passo accanto al bar e noto che a un metro dal bancone esterno che dà su Piazza Unità
hanno aperto un altro bar. Un chiosco.
E’ affollatissimo.
E io godo.
A questa scoria sociale hanno aperto un locale accanto, a un metro.
E io godo.
Decido di festeggiare l’imminente fallimento avvicinandomi al banco del chiosco.
Deposito il mio gomito sulla superficie in metallo.
Con la mano destra agito il ventaglio, mio personalissimo accessorio dell’estate 2006.
Ordino un Martini con succo d’arancio.
Interagisco col servo che mi porge il drink.
“Avete aperto da molto?”
“Una settimana”
“Beh vedo che funziona, complimenti”
“Speremo che duri ah…”
“Ma se portate via clienti al bar accanto come fa a non durare?” Dichiaro soddisfatto.
“Ah ma guarda, tanto la xé la stessa proprietà, solo che qua costi de pì aahhaha”.
Il chiosco è dello stronzo.
Il drink costa due euro in più.
Covo risentimento e rabbia.
Non riesco a trovare pace nemmeno palpando lo splendido tessuto della mia nuova camicia Dries Van Noten.
Non posso nemmeno fare lo squillo notturno a casa dei miei. Sono in ferie.
E svegliare mio fratello non ha senso.
Ha cominciato un lavoro estivo no-sense.
Portarlo all’entropia sarebbe troppo.

Ho decisamente perso.

3) Parlare di calcio è out.
Parlare di mondiali è out.
Si rischiano vette di delirio inaudite come mia madre
che mi chiama ed esordisce glorificando le prodezze di Gigi Buffon.
“Senza di lui non ci saremmo nemmeno qualificati a sti mondiali”
“Mamma, noi eravamo qualificati di diritto”
“Ah sì?”
“Sì perchè siamo arrivati secondi agli Europei contro la Francia”
“Ah già”
“E passavano ai mondiali le prime due degli Europei”
“Ah, no savevo”

4) Tifare contro l’Italia è out.
Tifare a favore del Brasile è il male assoluto.
A Trieste c’è un gruppo di fanatici che ballano la capoeira.
L’arte marziale brasiliana.

Il problema è che sono come gli utenti Apple.
Rompono i coglioni al prossimo.
Ballano la Capoeira su ogni superficie.
L’altro giorno ho visto un capoerista perire facendo la ruota sulla sella del motorino.
Mentre guidava.

Tu sei fuori al bar, hai una coca light in mano.
Fa caldo.
Boccheggi.
E…pouff…un capoerista ti sfiora facendoti una ruota accanto.

L’altro giorno ero al Montuzza. Il campo di calcetto gestito dai frati.
Il solito inetto spedisce il pallone fuori dalla rete di protezione.
Classica pausa: “bambino scusa ci vai a recuperare il pallone?”
Due capoeristi in squadra approfittano della pausa per fare una decina di rode.
Il frate era sconvolto.

I Capoeristi tifano brasile.
Hanno un punto di ritrovo per le partite: il Chiosco Brazil.
Gestito da due sloveni.
All’est ci vedono lungo.
Bastano due bandiere e inventarsi un’origine brasiliana e il business è fatto.

L’altra sera sono passato in macchina di fronte al chiosco.
L’mp3 della Marsigliese a volume altissimo.
Cara vecchia Europa 1 – Drammatiche conseguenze della globalizzazione 0

Musica questo post: Turn the Page di The Streets

24 Comments »

  1. Comment di krossroads — 4 Luglio 2006 @ 15:10

    (sto avatar mi mette meno caldo)

  2. Comment di krossroads — 4 Luglio 2006 @ 15:10

    1. Barry e’ vivo no?

    2. la foto del torneo di calcetto non si vede bene..

    3. quel chioschetto..quel chioschetto me l’ha menzionato uno che mi fa venire il bruciore allo stomaco. E ho detto tutto.

  3. Comment di utente anonimo — 4 Luglio 2006 @ 15:34

    E’ permesso provare una blanda simpatia per il Brasile (pur ignorando date, orari, risultati e giocatori delle partite di tutti, inclusa la Nazionale) se si hanno legami di sangue con quel Paese dove non tutti ballano la capoeira e la gente è molto meno incline alla fase anale che in Italia?

  4. Comment di utente anonimo — 4 Luglio 2006 @ 15:37

    E’ possibile provare una blanda simpatia per il Brasile (pur ignorando date, orari, risultati e nomi dei giocatori di tutte le squadre, inclusa la nazionale) se si ha un legame di sangue con quel Paese, dove non tutti ballano la capoeira e dove le eprsone sono sicuramente molto meno anali che nel Nord Est?

    Mamma

  5. Comment di utente anonimo — 4 Luglio 2006 @ 16:24

    Punto 1: Continua così: approfitta delle esterne di tvdiari finchè ti danno da mangiare.

    Punto 2: Barry Sears c’ha proprio una facciazza.

    Punto 3: Almeno tua mamma conosce i risultati delle partite dei mondiali. Peccato voglia esprimere giudizi. Son fatte con lo stampino, credo. Così si sentono ggiòvani.

    Punto 4: viva i menefreghisti dei mondiali. Tiè.

  6. Comment di utente anonimo — 4 Luglio 2006 @ 16:49

    Concordo sulla questione brasiliana, non avrei mai pensato di trovarmi a sperare che vincesse la Francia…

    R.

  7. Comment di krossroads — 4 Luglio 2006 @ 17:22

    Dai Raffo… che sotto sotto li adori i francesi.. uhm no, forse a te stan sulle scatole tutti..a pensarci..

    (non mi si tocchi Barry, per piacere)

  8. Comment di il.poeta — 5 Luglio 2006 @ 08:00

    Il trucco dell’aperitivista milanese e’ riempire pochissimo il piatto, ma 10 volte.

  9. Comment di utente anonimo — 5 Luglio 2006 @ 11:39

    vecchio, il ventaglio va a mille anche qui dalle mie bande !! ACCESSORIO degli ACCESSORI SUMMER 2006..

  10. Comment di Enricoditvdiari — 5 Luglio 2006 @ 12:44

    Solo un legame di sangue può giustificare una simpatia per il Brasile. Solo quello.

    A patto che non si esageri.

    Il ventaglio è l’avanguardia.

  11. Comment di utente anonimo — 5 Luglio 2006 @ 13:24

    Enrico, giuro che verrei in Italia solo per il piacere di vederti andare in giro con un ventaglio, grande!

    Spero che la tua camicia di Van Noten non sia della linea con motivi etnici perche’ allora le “Drammatiche conseguenze della globalizzazione” (anche se reinventate ad Antwerp) hanno colpito anche te e non te ne sei accorto…

  12. Comment di frassica — 5 Luglio 2006 @ 13:31

    Ignoravo che l’accessorio summer 2006 fosse il ventaglio! Quante poche cose so! Metiu, dopo il rifornimento per un mese di caramelle Rossana è quello il regalo che avanzo??

  13. Comment di utente anonimo — 6 Luglio 2006 @ 09:11

    …zzo dici, litaglia è andata ai mondiali facendo il classico girone di qualificazione europeo, forse ti confondi con il basket… stai globalizzando 1 po’ tutto! Quante ne sa la mamma…

  14. Comment di IgorTV — 6 Luglio 2006 @ 11:03

    Sono “out” da una vita. L’ ho sempre saputo.

    Sono out perché parlo – e spesso a sproposito, ulteriore aggravante – di calcio e soprattutto dei mondiali di calcio.

    Sono iperout perché ne parlo in un blog.

    Sono superout perché Dries Van Noten non so assolutamente cosa cazzo sia.

    Sono megaout perché agli aperitivi – le poche volte che ci vado – mi strafogo come un’ oca da ingrasso senza alcuna remora.

    Sono ultraout perché reputo il ventaglietto un accessorio da vecchia pensionata rompicazzo.

    Forse, e dico forse, l’unica cosa che mi salva è che odio le sottoculture che creano comunque conformismo – i Paolino Paperino Band canterebbero: “Se la confusione è enorme ti ritrovi in uniforme” – e che i ballerini di capoeira li prenderei a cinghiate nella schiena. E questo perché sono democratico.

    I’ m proud to be strazòn.

  15. Comment di Enricoditvdiari — 6 Luglio 2006 @ 11:30

    Per l’utente anonimo: coglionare mia madre è un’attività terribilmente divertente. Associati anche tu.

    Per Igor: “cinghiate nella schiena” rende perfettamente l’idea. E anche la citazione dei PPB 🙂

  16. Comment di krossroads — 6 Luglio 2006 @ 11:57

    igor, sposiamoci subito.

  17. Comment di utente anonimo — 6 Luglio 2006 @ 16:42

    Il ventaglio è il Mio accessorio dell’estate!! e cara Frassica: si, avanzi un regalo….

  18. Comment di IgorTV — 7 Luglio 2006 @ 23:10

    Vecchio, sei stato chiamato in causa nel mio ultimo post. A te la facoltà di scelta se rispondere o meno.

    Buon finesettimana.

  19. Comment di utente anonimo — 8 Luglio 2006 @ 13:28

    a modena la ballavano 2 anni fa la capoeira siete tutti out!

    narc

  20. Comment di utente anonimo — 15 Luglio 2006 @ 16:49

    non sloveni,savo è italiano ma della minoranza.prego informarsi.

  21. Comment di ilMARCELLO — 16 Luglio 2006 @ 10:49

    mledetta lobby chioschistica tergestina…

  22. Comment di Enricoditvdiari — 16 Luglio 2006 @ 22:40

    chiedo scusa a Savo.

    Non lo sapevo.

    E’ andata così:

    “Ma chi lo gestisce?”

    “Due Sloveni”.

    Così ho chiesto, così mi hanno risposto.

    La prossima volta vado direttamente da lui a chiederglielo.

  23. Comment di FiloDelRicordo — 4 Agosto 2006 @ 10:42

    Questo post è eccezionale.

    Sottoscrivo tutto, specie la sopravvivenza a Trieste.

    Mat.

  24. Pingback di Pubblicità, Visite, Roger Clemens: post transitorio » at EdTv — 7 Maggio 2007 @ 12:31

    […] Ho messo un po’ di pubblicità perchè arrivate ogni giorno in 500. Ed è ora di mettervi un po’ di dazi. E poi devo pensare alle spese legali quando la Geox, Luca Dorigo, La Fondazione Terzani, il Bar Stella, il Nodo, i Capoeristi di Trieste e tutti coloro che ho sputtanato nel corso di questo anno decideranno di farmi causa. […]

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