Safari

Posted by admin | Brodo | martedì 19 Dicembre 2006 11:36

A Trieste, ieri sembrava che i rifiuti di strada
avessero visto in massa American Beauty.

Free press, volantini, pacchetti di sigarette
giravano vorticosamente nell’aria.

Vento. Tanto vento.

Un tappeto di ombrelli distrutti.
E’ la cosa che più mi sconvolse anni fa quando approdai a Trieste.
Vedere che durante la Bora i cestini della città erano pieni di ombrelli sfasciati dal vento.
Ora gli ombrelli sono molti di più.
Colpa dei cinesi.
Tutti comprano da loro.
Ma gli ombrelli che fanno a Hong Kong
non funzionano all’incrocio tra via Mazzini e Piazza Goldoni.

Cerco rifugio in ufficio.
E’ ufficiale: sono triste.
Aspetto un sms.
Ma non arriva. La diva. Allora prendo la decisione. Faccio le scale fino alla porta.
Che è aperta
.
No, scusate questo è Carboni. Ogni tanto mi scappa.

Dicevo, aspetto un sms.
Brutta storia gli sms. Fondati su un complesso nevrotico.
Depositi aspettative sulla risposta altrui.
Ansia se non arriva.
Allora avvicini il cellulare, lo stringi per non perdere nemmeno un attimo quando vibrerà.
Ma non vibrerà. E lo sai.
Deleghi la tua eventuale gioia a una risposta altrui.
Non va bene. Ma è così.

Un pop-up mi segnala l’arrivo di una mail.
E’ di uno come me.
Uno della old school della new economy triestina.
Mi invita a bere il caffé.
“Io metto il caffé, tu metti le sigarette”.
Non sa che ho cominciato a fumare tabacco.
Allora per non sfigurare vado a comprare un pacchetto da 10.
Userò questa scusa: “è l’unico modo per tenere sotto controllo il mio livello di nicotina”.

Dopo il caffé.
Decidiamo di fare due passi.
Se hai il vento a favore è una corsa.
Se hai il vento contro è slow motion.

“Andiamo a vedere il cammello?”
“Cosa?”
“Sì, c’è il presepe vivente e c’è pure un cammello”
Fico.
Devo assolutamente vedere il cammello.
Sento un desiderio irrefrenabile di qualcosa di esotico.

Entro nella scenografia del presepe vivente di Piazza Sant’Antonio.
Me la tiro e non saluto le pecorelle. Nemmeno San Giuseppe.
Punto dritto al cammello.
E’ meraviglioso.
In quanto socio LAV dovrei protestare.
Ma il cammello mi incanta.
E’ silenzioso. Immobile.
Ti guarda con sufficienza.

“Cosa mi frega di te. La mia testa è nelle lande del Sudan.”

Ha lo sguardo identico al mio.
Triste ma col sorriso sardonico.
La mia espressione tipica.

Passo il resto della giornata a pensare al cammello.
Credo di aver bisogno di un nuovo amico.
Per un attimo il cammello mi fa dimenticare che sto aspettando un sms.

Ceno a base di verdura, frutta e proteine naturali.
E abbondante acqua. In suo onore.
Provo a ruminare. Ma mi riesce male.

Stamattina mi sveglio. Presto. Molto presto.
Scopro che l’sms non è arrivato.

Credo di avere bisogno del mio Sudan.
Mi vesto in fretta. L’ufficio mi aspetta alle nove.
Sono le 7 e 30.

Il fantasma di mio padre sarebbe già in ufficio a prendersi avanti col lavoro.
Io invece punto dritto a Piazza Sant’Antonio.
Il Presepe Vivente non è ancora aperto.
Mi bevo un caffé.
Leggo il giornale.
Ma sono distratto.
E nervoso.
Devo vedere il cammello.

Scruto lo stalliere che conduce una carriola con la paglia.
Lo seguo.
Entro con lui.
Il Presepe Vivente è ufficialmente aperto.

E lui è lì. Identico a ieri. Stessa espressione.
Da lontano voci di bambini in avvicinamento.
Mi piazzo di fronte al volto.
Il cartello “Non fotografare” mi rassicura.
Il cammello non vuole forme di divismo. E’ modesto.

Chino il capo al suo ritmo.
Provo a fargli un’espressione divertita. Non reagisce.
Ha capito che mi stavo sforzando.
“Cazzo ridi? Non c’è niente da sorridere”, sembra dire.
E ha ragione.

Mi affianca un bimbo. Dietro, la sua sorellina. Dietro la sorellina, la madre.
Lo guardo.
Il bimbo risponde al mio sguardo.

I bambini non sono cattivi. I bambini sono solo sinceri.
Siamo noi pseudo-grandi che scambiamo sincerità per cattiveria.

“Mamma mamma ma perchè è così triste?”
Io mi giro.
Lo guardo.
Colgo la palla al balzo.
“Ho avuto due giornate emotivamente pesanti, davvero molto pesanti”.
Silenzio.
La madre incrocia il mio sguardo mesto: “Veramente stava parlando del cammello…”
“Ah, mi scusi”.
Me ne torno in ufficio.
Dando appuntamento al cammello in pausa pranzo.
Mi aspetta.

I Frankie Goes To Hollywood irrompono nell’ambiente

21 Comments »

  1. Commento by Mamma — 19 Dicembre 2006 @ 11:58

    Letto ascoltando Chanson pour les amantes de La Piccola Bottega Baltazar (http://www.piccolabottegabaltazar.it/dischi/extra.html) a rendere il tutto ancora più malinconico…

    Mi viene in mente un libro “Gli animali che noi siamo” di un ghost che si è nascosto sotto lo pseudonimo (spero almeno lo fosse!) Kosima Kosimo. Nel libro si fa un parallelo tra alcune carateristiche, fisiche, ma anche psicologiche, degli animali e tipologie umane.
    Secondo l’autore ognuno di noi è un animale e non lo sa.
    Tu sei proprio un cammello

  2. Commento by il.poeta — 19 Dicembre 2006 @ 12:17

    Non stava parlando del cammello!!

  3. Commento by kross — 19 Dicembre 2006 @ 14:09

    le mamme tendono a riparare alle gaffes dei figli.
    In ogni caso:
    postit1: ricordarsi di regalarti pacchetto di camel light (camel!!!!)
    postit2: ricordarsi di non mandare sms, e’ brutto quando a mandarli non e’ chi ti aspetti.

  4. Pingback by Safari - il mio racconto di Natale at Bora.La — 19 Dicembre 2006 @ 14:52

    […] In cross-post col mio blog. Scusatemi. […]

  5. Commento by 'Quello come lui' — 19 Dicembre 2006 @ 17:43

    Il paragrafo sugli sms è da incorniciare.

    Nokia dilaga e il suono è lo stesso
    Bip Bip, Bip Bip(normale) – Bip Bip Bip Biiiip Bip, BipBipBip (all’aperto)

    Li senti in strada, in ufficio, al bar .. ma non è mai il tuo..

    Se bippa il tuo clicchi rapidissimo su ‘leggi’ e in un attimo il nome che agogni si trasforma in quello di tua madre che ti ricorda del timer del suo videoregistratore (Dr.House nella top ten delle problematiche catodiche della mia).

    Frustrazione!

  6. Commento by 'Quello come lui' — 19 Dicembre 2006 @ 17:43

    Il paragrafo sugli sms è da incorniciare.

    Nokia dilaga e il suono è lo stesso
    Bip Bip, Bip Bip(normale) – Bip Bip Bip Biiiip Bip, BipBipBip (all’aperto)

    Li senti in strada, in ufficio, al bar .. ma non è mai il tuo..

    Se bippa il tuo clicchi rapidissimo su ‘leggi’ e in un attimo il nome che agogni si trasforma in quello di tua madre che ti ricorda del timer del suo videoregistratore (Dr.House nella top ten delle problematiche catodiche della mia).

    Frustrazione!

  7. Commento by 'Quello come lui' — 19 Dicembre 2006 @ 17:43

    Il paragrafo sugli sms è da incorniciare.

    Nokia dilaga e il suono è lo stesso
    Bip Bip, Bip Bip(normale) – Bip Bip Bip Biiiip Bip, BipBipBip (all’aperto)

    Li senti in strada, in ufficio, al bar .. ma non è mai il tuo..

    Se bippa il tuo clicchi rapidissimo su ‘leggi’ e in un attimo il nome che agogni si trasforma in quello di tua madre che ti ricorda del timer del suo videoregistratore (Dr.House nella top ten delle problematiche catodiche della mia).

    Frustrazione!

  8. Commento by 'Quello come lui' — 19 Dicembre 2006 @ 17:43

    Il paragrafo sugli sms è da incorniciare.

    Nokia dilaga e il suono è lo stesso
    Bip Bip, Bip Bip(normale) – Bip Bip Bip Biiiip Bip, BipBipBip (all’aperto)

    Li senti in strada, in ufficio, al bar .. ma non è mai il tuo..

    Se bippa il tuo clicchi rapidissimo su ‘leggi’ e in un attimo il nome che agogni si trasforma in quello di tua madre che ti ricorda del timer del suo videoregistratore (Dr.House nella top ten delle problematiche catodiche della mia).

    Frustrazione!

  9. Commento by 'Quello come lui' — 19 Dicembre 2006 @ 17:43

    Il paragrafo sugli sms è da incorniciare.

    Nokia dilaga e il suono è lo stesso
    Bip Bip, Bip Bip(normale) – Bip Bip Bip Biiiip Bip, BipBipBip (all’aperto)

    Li senti in strada, in ufficio, al bar .. ma non è mai il tuo..

    Se bippa il tuo clicchi rapidissimo su ‘leggi’ e in un attimo il nome che agogni si trasforma in quello di tua madre che ti ricorda del timer del suo videoregistratore (Dr.House nella top ten delle problematiche catodiche della mia).

    Frustrazione!

  10. Commento by IgorTV — 19 Dicembre 2006 @ 19:02

    In via Rapicio 5 è scattata spontanea una ola, sappilo. Post meraviglia, chapeau!

    Per la questione degli ombrelli che si frantumano ho la risposta: me l’ ha fornita stamane il mio padrone di casa, il siòr Giovanni Zotti.
    “Quando c’è Bora nera noi triestini non giriamo mai con l’ ombrello. Adesso poi che gli ombrelli sono tutti cinesi. Non valgono niente, hanno 6 stecche. Neanche quelli buoni a 12 stecche resistono alla Bora, figuriamoci quelli da 6”.

    Le stecche.
    La chiave di tutto sono le stecche.
    Non ci sarei mai arrivato.

  11. Commento by EdTv — 19 Dicembre 2006 @ 19:48

    Sul dettaglio della differenza
    tra 6 e 12 stecche, conosco qualcuno che legge questo blog
    che impazzirà. E non riuscirà più a tenere
    in mano un ombrello senza contarne le stecche.

    Lo vedete girare spesso con un cappellino della Fortitudo.

    Gli sms sono tremendi.
    di solito è mio fratello che ha la capacità rara
    di essere fuori luogo, tipo?
    “hey mi mandi il numero della tua postepay che devo comprare su ebay”
    Fanculo.
    Ma non scherza nemmeno la mia coinquilina:
    “sai per caso cosa vuol dire Retailing?”

  12. Commento by perpepepepe — 19 Dicembre 2006 @ 21:10

    dopo 4 anni che non ho la ragazza devo ammettere che mi mancano quei momenti di tensione da sms…è cmnq sinonimo di potenziale appagamento…cmnq rifacendomi al post del carporter vorrei far notare uno dei fenomeni più rappresentativi della decadenza: la domenica mattina quando i concessionari fanno provare gratuitamente un nuovo modello di auto!!!

  13. Commento by Linda — 20 Dicembre 2006 @ 09:16

    Trieste mi manca molto più di quanto vorrei.
    Mi mancano le vecchiette con la fascia di lana in testa, lo sguardo truce, il passo militare corredato di 4 sacchetti Ipercoop e no ombrello.
    A 20 anni mi facevano sentire una nullità.

    Mi manca una sera buia in piazza Sansovino mentre camminavo accanto ad un cassonetto che mi seguiva fedele.

    P.S. Per fortuna hai messo quello scusa sul blog di Bora.La perchè mi stavo un po’ risentendo di questo copia e incolla svenduto.

  14. Commento by R. — 20 Dicembre 2006 @ 11:08

    Enrico, i tuoi post sono in ascesa, ormai e’ letteratura.

  15. Commento by Barbara23 — 21 Dicembre 2006 @ 00:22

    R. mi ha rubato le parole di bocca.
    Da quando ti sei trasferito qui, è come se ti fossi trasfigurato! 🙂

    Comunque, sperando che nel frattempo l’sms sia arrivato, devo dire che io vado in paranoia anche solo se non mi arriva un semplice trillo.. come siamo messi male ormai: schiavi di brevi vibrazioni sonore. Peggio dei delfini o dei pipistrelli.

    Ma i cammelli? Avranno anche loro i cellulari?

  16. Commento by perpepepepe — 21 Dicembre 2006 @ 11:29

    ho visto saba presentare con marco predolin…ho visto gabi su la9 al posto di lea di leo..il tipo che faceva il dj tra gli ultimi conocorenti presentare una trasmissione sulle auto…dai che vogliamo vedere anche te in tv!!!

  17. Commento by EdTv — 21 Dicembre 2006 @ 13:14

    Beh io al posto di Leo di Leo
    ci andrei. Non con Gabi.
    Farei una performance da solo.

    Coming Out:

    Finora non ho nemmeno
    preso in considerazione l’idea di ripetere un esperimento televisivo.
    Mi sto studiando.
    E’ un lavoro lungo. Studiarmi intendo.

    In compenso questi sono gli highlight di fine anno:

    – ho completato alcuni racconti. Per il momento
    sono completi due su quattro.
    Gli altri sono a metà.
    Se qualcuno mi raccomanda, è il benvenuto…

    – sto finendo di scrivere un’idea per un programma televisivo.
    Una docu-fiction o un documentario, non so ancora che linguaggio utilizzare. Secondo me è un bel progetto. Piuttosto originale e innovativo.
    Se qualcuno mi raccomanda, è il benvenuto…

    – dovevo iniziare un progetto per alcune performance Live, un incrocio di reading e recitazione ma sono ancora in alto mare.
    Dovrebbe parlare della Paideia all’interno di nucleo famigliare Neo-nazista.
    E’ un po’ forte perchè rilegge tutte le fiabe, le filastrocche, la trasmissione del sapere in chiave nazional-socialista.
    Non è facilmente esportabile l’idea. Anzi.

    Tutto questo lo covo e lo scrivo nei 5 minuti prima di addormentarmi. Nello stesso orario in cui scrivo i post del blog.
    Quindi ci vorrà del tempo.

    Però questi sono i progetti.

  18. Commento by kross — 21 Dicembre 2006 @ 17:55

    giassai.

  19. Commento by Anna — 22 Dicembre 2006 @ 11:12

    Non riesco a leggere questo pezzo, scusa ma devo dirtelo; troppe frasi di due-tre parole e punto. Fa tanto Baricco, ed è uno stile che non sopporto più, vorrei un fraseggiare dal fiato un po’ più lungo. Ah, se quel che voglio io importasse… 🙂

  20. Commento by kross — 22 Dicembre 2006 @ 20:06

    argh…Enrico: Baricco??? no no no no…fa tanto Ellis, semmai. (diamogli dignita’, per piacere). Anzi, va, fa tanto Enrico Marchetto.

  21. Commento by EdTv — 25 Dicembre 2006 @ 21:40

    Baricco? Sinceramente, ho letto molto di lui
    e a prescindere dal giudizio mi piace/non mi piace
    non riesco a ritrovarmici molto.

    Io scrivo così. e purtroppo non riesco a scrivere altrimenti.
    L’abuso di coordinate è l’unica cosa che rappresenti davvero
    il mio approccio lapidario alla realtà.

    Maturerò… 🙂

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