Gli orrori della guerra

Posted by admin | Brodo | giovedì 7 Dicembre 2006 17:48

Anni fa si combatteva una guerra attorno a me.
E io non mi sono accorto di nulla.

Anni fa attraversavo un macabro periodo di suppo-cinefilia.

Uno di quei periodi in cui “oh, hai visto Fargo? E’ stupendo”.
Uno di quei periodi in cui “mhhh…I Ponti di Madison County non mi ha convinto molto”.
Fortunatamente mi sono ripreso in fretta.
Ho colto il momento della redenzione quando rivedendo I Ponti mi è scappata la mia prima lacrima cinematografica.
Fu una liberazione.

Quando ero Suppo-Cinefilo.
Distribuivo per i locali triestini una free-press sulla programmazione dei cinema a Trieste.
Bar, ristoranti, negozi ad alta frequentazione e i neonati, terribili DISCO BAR.
Quelli che avrebbero fatto la fortuna dei recensori di 2night, per capirci.

Un giorno entro col mio malloppo in un DISCO BAR.
Sorrido.
Simulando sincerità.
Sorrido.

La locandiera del DISCO BAR mi punta subito arcigna.
Fa un gesto con gli occhi al locandiere.
Si avvicinano veloci entrambi.
Ansia.
Il locandiere è incazzato nero:
“Cossa xé?”
(Di che cosa si tratta?)
E mi strappa di mano il malloppo.
Comincia a sfogliare ma non capisce.
Urgono gli occhiali.
Il gufo con gli occhiali ora traduce la parola scritta e la interpreta a suo modo.
“Xé una roba de film…ben”
(E’ una cosa nell’area semantica “film”, bene)
E poi si produce nel capolavoro:
“Credevo fossi roba de pièrre, che coi tempi che cori
durante sta guera de le discoteche….”
(Credevo fosse qualcosa inerente ai pierre, perchè con i tempi che corrono
durante questa GUERRA DELLE DISCOTECHE).

Guerra delle discoteche.
Ero a Trieste.
Non a Rimini
Né a Riccione.
La guerra delle discoteche mi provoca un trip da trincea.
Contrabbando di drink card.
Sciacallaggio di free exit.
Deportazione di deejays
Addio alle armi di Roger Sanchez.
Love Generation di Remarque.

Il locandiere si ferma nei dettagli.
La guerra è cruenta e miete vittime anche tra i civili.
Mi racconta di un suo ex cliente,
diventato ex perchè disertore e passato in breve nelle fila del nemico.
La guerra è sempre una gran brutta storia.

Il locandiere diventò in breve tempo una mia personalissima icona.
E quando scoppiò l’11 settembre il mio primo commento, giuro, fu:

“Xè la guerra de le discoteche”.

Tutto questo fino a ieri sera.

Finiamo una cena di pesce che non riesco a digerire.
Desidero un pampero e cola.
Convinco gli amici a fare un tour al Viale39.
Uno dei templi della decadenza locale.
Il panorama è dei peggiori.
Decidiamo di non entrare.

Il pr del locale però non perdona.
Si avvicina.
E comincia a molestarmi.
Parla un mix di triestino e romano.
Mi racconta che lui lavora 24ore su 24.
Che la vita del pr è dura.
Che c’è tanta concorrenza.
Che è una continua lotta.
Allora lo imbecco:

“Eh cosa vuoi…è la guerra delle discoteche”
“Puoi dirlo forte, è un massacro”
“Già, un genocidio…”

Me ne sto per andare soddisfatto.
Senza sapere che il meglio doveva ancora venire.

Il pr mi ferma.
Mi tiene per il braccio.
“Guarda che la settimana prossima non puoi mancare”
“Ah sì? E cosa c’è”
“Eh….vuoi sapere troppo, ti dico solo che è una figata”
“Dai cazzo dimmi che vengo sicuro” (sottotitolo: credeghe)
“La settimana prossima c’è una dj donna”
“Ma dai?”
“Sì e pensa che a un certo punto…mentre mette su dischi….”
“…rimane in topless?”
“…MACCHE’!!! SI TOGLIE ANCHE QUELLO!!!”
cioè si scarnifica?
“NO NO, SI TOGLIE ANCHE IL TOPLESS”

Accompagna il disagio, l’intimo disagio: la chitarra di Enrico Berto

12 Comments »

  1. Commento by R. — 7 Dicembre 2006 @ 18:00

    no xe’ facile cavarse el topless cio’…

    R.

  2. Commento by kross — 7 Dicembre 2006 @ 18:09

    se si toglie il topless si riveste?

  3. Commento by Nando — 7 Dicembre 2006 @ 18:47

    Se è Giusy Consoli vacci… merita assai! con o senza topless!

  4. Commento by kross — 7 Dicembre 2006 @ 18:55

    se e’ Giusy Consoli, c’ha la faccia da macho

  5. Commento by Nando — 7 Dicembre 2006 @ 19:01

    C’è chi dice che sia un vero macho, se è per questo…

  6. Commento by R. — 8 Dicembre 2006 @ 11:04

    La signora in questione ha un’aria molto raffinata, davvero sofisticata ma soprattutto understated. Sicuramente ha origini nell’ aristocrazia.

  7. Commento by R. — 8 Dicembre 2006 @ 11:38

    Ah dimenticavo, Enrico il collage fotografico del post e’ un colpo da maestro, chapeau!

  8. Commento by Barbara23 — 8 Dicembre 2006 @ 12:19

    Cose utili che ho capito da questo spassosissimo post:

    “Xè la guerra de le discoteche” è la Frase.

    Sono in ascensore con gente che non conosco, l’imbarazzo si taglia con un grissino e il silenzio mi perfora i timpani?

    D’ora in poi dirò: “Beh, d’altra parte, xè la guerra de le discoteche”. E romperò magicamente il ghiaccio.

    Grazie.

  9. Commento by morbìn — 8 Dicembre 2006 @ 22:21

    fantastico

  10. Pingback by Il blog di Morbìn » Ah, signora mia — 8 Dicembre 2006 @ 22:24

    […] “Xè la guera dele discoteche, cossa la vol…”. Schoen. Nissun comento ancora » […]

  11. Commento by Arlon — 9 Dicembre 2006 @ 15:38

    haha tropo de rider 😀 quoto Barbara, farò la stesa roba.

  12. Commento by perpepepepe — 10 Dicembre 2006 @ 15:38

    no…penso che sia la rocca..quella della talpa!!!oppure lubamba!!!

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