Cole Porter? No. Carporter!

Posted by EdTv | Brodo | venerdì 17 Novembre 2006 11:21

In macchina.
Sulla Treviso-Mare.

“Oh…”
“Dimmi?”
“Ma lo sai che a Londra ho visto una quantità incredibile di scoiattoli”
“Ma che schifo..”
“Come schifo?”
“Portano malattie, gli Scoiattoli”

Nel mio dialetto si dice Straxabudee.
Mio padre ha la capacità di smorzarti qualsiasi entusiasmo.

Ma con gli scoiattoli non è “smorzare”.
E’ sadismo.
Devo scrivere alla Lav denunciando mio padre.

L’ho già fatto.
Un giorno si è fatto mettere due timbri carburante in più dal benzinaio.
E ho scritto a Mi Manda Raitre.
Non mi si sono filati.

In ogni caso, brutalizzare Cip & Ciop è da stronzi.

Ma lo fa sempre
quando si trova di fronte qualcuno con l’umore
migliore del suo.
Ed è molto facile che accada.

Ma il ritorno era già compromesso
da qualche decina di minuti
Quando un gruppo di amici di Preganziol
ha applaudito il pilota RyanAir per l’atterraggio.

Applauso tiepido.
Low Cost.

Io e mio padre
proseguiamo il viaggio in silenzio.
Io offeso per la storia degli scoiattoli.
Lui fiero per avermi zittito.

Oderzo.
Arriviamo.

Scendo dalla macchina col mio Trolley blu.
Lo uso solo quando sono sicuro che non mi veda nessuno.
Io odio i Trolley.

C’è qualcosa che non va.
A casa mia è come se tutto fosse uguale
ma c’è qualcosa di diverso.
Non capisco.
Entro in camera.
Mi porto la classica sensazione de “il gatto di Matrix”.
Il sistema è sempre lo stesso.
Ma qualcosa lo disturba.
Un’interferenza.
Un déjà vu.

Torno a uscire.
Mi accendo una sigaretta.
Tanto ormai ho fatto il coming out in famiglia.
Tempo fa avevo smesso di fumare per 8 ore.
E ho detto ai miei che avevo smesso.
Definitivamente.
Ho continuato questa farsa fumando di nascosto per sei mesi.
E’ un modo per dare sale alla vita.
E per far felici aspettative altrui.
Perchè il giorno in cui le tradisci, gli altri ci stanno più male.

Me l’ha insegnato mio padre.

La Camel Light è arrivata alla fine.
Quando visualizzo ciò che non riuscivo a vedere.

C A R P O R T E R

Esclamo:
“CarPorter”
E ripeto:
“Carporter! Carporter! Carporter!!!!”
Urlo. Urlo. Urlo di gioia.

Corro da mia madre gridando:
“Ha messo su il carporter!!!!
Io non c’ero e lui ha messo il carporter!!!!”
Sto danzando di gioia.

Mia madre come al solito non capisce.

La scuoto.
La bacio.
Ma non capisce.

Il mio vicino di casa,
quello che sta di fronte a me,
ha costruito il Carporter

Nell’architettura nordestina da giardino esistono tre topoi
ovvero tre elementi ricorrenti, interscambiabili, cumulabili.

1) Il Gazebo
2) La Pompeiana
3) Il CarPorter

Tendenzialmente ogni architettura connota un ceto sociale diverso.

Il Gazebo

Collocato solitamente nelle bifamiliari o nelle casette a schiera,
il Gazebo raccoglie e supera l’eredità cattolica del “tempio casalingo”.
Se la famiglia è molto credente le due strutture, gazebo e tempio,
sono di solito accostate.
Il Gazebo non richiede esigenze particolari di spazio
quindi ben si colloca nei microgiardini.
Spesso viene drammaticamente associato alla griglia del barbecue,
o, per i più fortunati al caminetto esterno.

La pompeiana

La pompeiana invece rappresenta chiaramente
l’emancipazione della famiglia borghese dalla “plastica”
e dal “ferro battuto” tipico di un volgare Gazebo.

La pompeiana introduce un elemento nuovo: il legno.
A spiovente dalla parete esterna della casa la pompeiana ha una triplice funzione:
1) riparare del rovente sole del nord-est e creare un piccolo riquadro d’ombra
nell’assolato deserto
2) creare nuovo spazio dove poter piantare originalissimi geranii
sulle vasche esterne.
3) creare un posto macchina all’ombra all’esterno

Il carporter

Ma il vero colpo di genio è il carporter.
Il carporter rappresenta
l’estensione del dominio della macchina.
Il carporter con la sua struttura legnosa
si fa largo arrogante occupando una trentina di metri quadri
e creando dal nulla almeno 4 box macchina coperti.
Che aggiunti ai due posti macchina presenti nel garage dell’edificio
fanno sei posti macchina.
Il carporter trasforma la tua casa in una concessionaria.
Rustica.

Avrei voglia di tenere un piccolo trattato anche sulla:
Casetta degli Attrezzi.
Ma sono stanco.

Ancora sotto shock
per la vista del Carporter.
Ne voglio uno in camera.
Per la mia collezione Polystil.

Se avete voglia
Se avete una digitale
Se avete uno spiaccato senso dell’orrido.

Potete mandare qui le vostro foto
di perle architettoniche:
enrico.marchettoCHIOCCIOLAgmail.com

Saranno pubblicate in un’apposita rubrica.
Sono bene accette foto di: carporter, pompeiane, gazebo,
stagni finti, casette per gli attrezzi, decorazioni da giardino.
Sono esclusi i nani. I nani ormai sono cool.

Musica il ritorno: Future Sound Of London

44 Comments »

  1. Comment di il.poeta — 17 Novembre 2006 @ 11:52

    SISISI voglio partecipare alla delazione fotografica nordestina!!!

  2. Comment di utente anonimo — 17 Novembre 2006 @ 12:19

    Gli scoiattoli fanno schifo, sopratutto quelli che trovi a Londra grossi e grigi che provengono dagli stati uniti e hanno ormai causato l’estinzione di quelli rossi autoctoni piu’ simpatici e meno dannosi. Si dice che a Londra si stiano alleando coi super-topi per sconfiggere gli esseri umani.

    R.

  3. Comment di krossroads — 17 Novembre 2006 @ 14:38

    meno male che l’ha scritto R….confidavo in te, caro amico R. sapevo che avresti fatto il tuo dovere. Abbasso gli scoiattoli grigi.

  4. Comment di utente anonimo — 17 Novembre 2006 @ 16:28

    spero la tua permanenza a Londra sia stata piacevole…pseudo-animali a parte…ho un paio di soldini da spendere per dei cd..cosa mi consigli? grazie!

  5. Comment di Enricoditvdiari — 17 Novembre 2006 @ 16:48

    Attualmente sto ascoltando:

    – Malajube, un gruppo canadese semplicemente eccezionale.

    Ascoltati qualche pezzo qui:

    http://www.myspace.com/malajube

    – i sempre validi Teenage Fanclub

    con l’album Grand Prix (CAPOLAVORO)

    – l’ultimo album di Tiziano Ferro.

    Che mi ha lasciato davvero basito.

    Quest’uomo è incredibile. Ogni pezzo che fa supera sempre se stesso.

  6. Comment di utente anonimo — 17 Novembre 2006 @ 17:14

    Grazie mille per avermi risposto…la terza proposta mi spiazza un pò…ma penso di poter digerire tutto :-)…

    un saluto affettuoso…

    bea

  7. Comment di krossroads — 18 Novembre 2006 @ 09:01

    il mio vicino di casa, un medico i cui figli sono stati ribatezzati da me Damien (in onore al Presagio) e SatanaJr, possiede: casetta degli attrezzi, pompeiana, gazebo estivo a tempio, e mega caminetto nel mezzo del giardino con tanto di forno per le pizze. C’e’ tutto, a casa sua. Forniro’ documentazione.

  8. Comment di krossroads — 18 Novembre 2006 @ 09:02

    manca una t a ribattezzati…e’ che non sono tanto praticante.

  9. Comment di Barbara23 — 18 Novembre 2006 @ 14:33

    Un’iniziativa fantastica.

    Penso che fotograferò qualcosa per l’occasione molto presto – mi basta andare in terrazzo.. O_O

  10. Comment di utente anonimo — 19 Novembre 2006 @ 12:37

    ma il decadence tour non l’hai più messo in atto??era bello…avrei anche in mente un po’ di “posticiuini” da fotografare!!!

  11. Comment di Enricoditvdiari — 20 Novembre 2006 @ 19:48

    @ sugli scoiattoli:

    allora, a mio padre concedo di fare lo straxabudee a voi no.

    Lo scoiattolo è un archetipo.

    Lo scoiattolo una volta entrato nel tuo immaginario infantile, si siede e non ti molla più. E a me che non ho mai visto uno scoiattolo in vita mia (oh scusatemi se non sono un “ragazzo di montagna”) mi ha colpito la visione di quella tenera coda….

    In più mettici che sono iscritto alla LAV.

    In più mettici anche che mica è colpa di questi scoiattoli se non fanno altro che seguire una legge Darwiniana. Forse lo stronzo è chi li ha importati. Ma vabbé.

    Morale: don’t touch the squirrel (scritto giusto?) 🙂

    @ sul decadence tour

    eh lo so. Ho molte idee.

    E tutte si arenano.

    Pensa che volevo anche chiedere al comune se mi organizzava una gita in zona industriale ma poi me ne sono dimenticato.

    Un’altra cosa che volevo fare (su suggerimento del mitico Alex from Sant’Andrea di Barbarana) era quella di andare a suonare tutti i campanelli delle case di Ponte di Piave al fine tenere questa statistica: quanti stronzissimi cani abbaieranno al primo drindrin?

  12. Comment di utente anonimo — 21 Novembre 2006 @ 08:58

    aspetto con impazienza la prima guerra d’indipendenza dei cipecciop inglesi per cacciare gli yankee invasori!

    Caro Enrico, se ti spingi fino a Negrisia, evita la villa (nonricordoilnome) dove abita l’ex-farmacista Faranda, ci sono 6-7 pastori tedeschi addestrati allo sbranamento non appena oltrepassi la soglia (esperienza personale).

    Mia mamma ama il ‘gazzibo’… (sigh)

    fabio

  13. Comment di utente anonimo — 21 Novembre 2006 @ 10:20

    I wouldn’t touch a squirrel, they are fucking disgusting. ;-P

    R.

  14. Comment di utente anonimo — 21 Novembre 2006 @ 10:49

    Ma la villa con cani in questione è per caso nei pressi di via “del chilo”???

    perchè se è così ho presente…

    ma poi che nome è “del chilo” per una via??? propongo un post sui nomi stupidi delle vie!

    Enrico, venerdì 15 dicembre cena con gli ex colleghi Plastal, sei già stato avvertito, ma come si dice, repetita iuvant!!!

    Nando

  15. Comment di utente anonimo — 21 Novembre 2006 @ 11:11

    no, la villa è in via fossadelle e la leggenda narra che vi abbiano girato pure un film. Non si vede da fuori perchè è nascosta da una fitta boscaglia selvaggia (fighissima), ma non appena imbocchi la stradina sterrata…

    La villa è molto bella e spero la mantengano così, senza lanciarsi in ristrutturazioni pacchiane, com’è d’uso in queste zone…

    fabio

  16. Comment di Enricoditvdiari — 21 Novembre 2006 @ 11:36

    E qui interviene la mia erudizione cinefila

    orrendamente tassonomica.

    Villa Faranda è stata la location principale di un film semplicemente meraviglioso:

    Dimenticare Venezia.

    Il film di Brusati (quello di Pane e Cioccolata per capirci) è tanto bello quanto decadente, ricorda un po’ il Visconti di Morte a Venezia.

    Tra le altre cose: magistrale interpretazione sia della Melato che, incredibile a dirsi, di Eleonora Giorgi.

    Ma a Villa Faranda sono legate altre storie. Ma per ora non le svelo.

  17. Comment di utente anonimo — 21 Novembre 2006 @ 11:44

    cazzone di un enrico, lasci sempre che il mistero renda la tua erudizione motivo di invidia e ammirazione!

    via del chilo a Negrisia… conosco solo un personaggio degno di nota: ‘el Gions’, il più famoso riparatore di trattori del circondario

    fabio

  18. Comment di Enricoditvdiari — 21 Novembre 2006 @ 11:53

    Solo per Fabio e per pochi intimi:

    Gions del duo “Gions e Checa”.

    😉

    Checa del terzetto “Ciompo, Nello, Checa”

    😉 😉

  19. Comment di utente anonimo — 21 Novembre 2006 @ 12:02

    in risposta: grazie, non si finisce mai di imparare…

    http://www.culturagay.it/cg/recensione.php?id=11090

    PS, il Checa del terzetto non ha nulla a che vedere con i temi del film… o si? boh… (se legge qua… el me copa) 😉

    fabio

  20. Comment di utente anonimo — 21 Novembre 2006 @ 13:43

    E vogliamo dimenticare i Ruffoni a via del chilo??? ormai l’hanno colonizzata… anche mio fratello abitava lì fino all’anno scorso!

    insomma… ce n’è di gente strana in via del chilo!

    Nando

  21. Comment di utente anonimo — 21 Novembre 2006 @ 14:08

    adesso che mi parli di Eleonora Giorgi, mi viene in mente che qualche anno fa ho conosciuto di persona Massimo Ciavarro ad una inaugurazione di un negozio di abbigliamento a Motta.

    Che personaggio… gente così proprio non riesco a capirla: macchiccazzo te lo fa fare di inaugurare un negozio di abbigliamento a Motta di Livenza? (probabilmente non chi ma cosa, o quanto) Mah…

    fabio

  22. Comment di utente anonimo — 21 Novembre 2006 @ 14:43

    Io invece punterei il dito su chi ha il coraggio di chiamarli, questi personaggi… con tutto il rispetto per Massimo Ciavarro che negli anni ’80 era veramente un idolo! (delle ragazzine, claro, i maschietti lo odiavano, o meglio, lo invidiavano!)

    Nando

  23. Comment di utente anonimo — 21 Novembre 2006 @ 15:02

    caro Nando, su ‘chi’ ha il coraggio di invitarli stenderei il famoso velo pietoso…

    sinceramente poi non mi sento di dover portare tutto questo rispetto per Ciavarro, idolo si, ma veramente sfigato!

    a Negrisia c’è un mondo di famiglie strane: Ruffoni, Mazzariol, Bozzon e Lorenzon (i più famosi)… ma è una storia di paese, per pochi intimi, giusto per citare Il Maestro 😉

    se te vol, se vedemo al platano ‘na sera

    fabio

  24. Comment di krossroads — 21 Novembre 2006 @ 15:10

    fabio, tesoro, il miglior riparatore di trattori? cavolo…il mio uomo ideale, quello li’…

  25. Comment di utente anonimo — 21 Novembre 2006 @ 15:15

    krossy, tesoro, il miglior riparatore di trattori e uno dei più grandi bevitori… perfetto direi!

    fabio

    NB: (amplifico l’effetto per dovere di narrazione, non se ne vogliano a male gli interessati)

  26. Comment di utente anonimo — 21 Novembre 2006 @ 15:18

    Al Platano, oppure anche da Sessolo! ci sono stato recentemente e l’ho rivalutato 🙂 , a parte un cameriere (o magari l’è el paron???) pazzo che portandoci una cioccolata calda ce l’ha fatta passare sotto al naso per odorarne l’aroma… (o almeno immagino che quello fosse l’intento…) mah!

    Nando

  27. Comment di Enricoditvdiari — 21 Novembre 2006 @ 16:01

    Un cameriere?

    Silvano è IL cameriere.

    Silvano rappresenta il perfetto incrocio tra una comicità alla Monty Python e un no-sense tipo Abrahms-Zucker.

    E’ un genio.

    Sono 5 anni esatti che io e lui iteriamo una gag consolidata sulla coca-light.

    Nel senso che io non bevo coca-cola se non light. Da Sessolo non la tengono.

    E il gioco sta da parte sua nell’inventarsi sempre una scusa diversa al posto di dirmi che la tiene.

    “Silvano mi porti un coca-light?”

    “Scusami ma il sindaco di sinistra ha fatto un’ordinanza per usare il Guaranijto al posto della Coca. Prenditela con lui”

    E’ un genio.

  28. Comment di krossroads — 21 Novembre 2006 @ 16:11

    l’unica volta che son stata da Sessolo guardavo altro…se ci torno chiedo la coca light.

    Dicono – voci ben informate – che il Grop sia in forte calo…risulta? e che le bariste siano delle cagacazzi… risulta?

  29. Comment di Enricoditvdiari — 21 Novembre 2006 @ 16:27

    Anche a me hanno parlato di forte calo.

    Attendo conferme dai miei informatori.

    Quest’anno mi aspettavo una grande stagione del Nodo e invece hanno aggiunto elementi cross-over come le ballerine del Mille che danzano sulla pedana del bar.

  30. Comment di utente anonimo — 21 Novembre 2006 @ 17:30

    Assolutamente no. Non è un calo.

    Io la chiamerei stabilizzazione (l’ingegnere che è in me viene fuori…) dopo un primo periodo con picchi vertiginosi.

    E’ sempre comunque pieno, a volte più o meno vivibile, dipende… quello che è cambiato è la coda all’esterno, più contenuta, perchè ormai la gente ha capito come si fa ad entrare, e se non ha modo di entrare se ne va via subito o nemmeno ci va. Infatti Villa Foscarini è anch’essa sempre piena, il che alla fine è un bene così si hanno più alternative.

    Bariste cagacazzi…

    sinceramente non lo so. Se sono li e ho il tavolo interagisco con i camerieri (diversi da IL cameriere, ora ho inteso), altrimenti il mio punto di riferimento è il mitico Luca Pres (Pres da Presidente) barista maschio e non sicuramente cagacazzi.

    Le ballerine del 1000 ci sono ogni tanto la domenica, ma come c’erano l’anno scorso, quindi niente di nuovo sotto il sole…

    Questo se escludiamo l’apparizione di Lea Di Leo un sabato sera!

    e so che contemporanemanete era in diretta Tv!!! anche il dono dell’ubiquità ha questa donna…

    quanta potenza!

    Tutto ciò per amore della precisione…

    Nando

  31. Comment di krossroads — 21 Novembre 2006 @ 17:54

    non so nando, il tuo intervento mi suona un po’ di parte…ma giusto un po’ eh? in ogni caso, non essendoci mai stata (ne’ prima, ne’ ora), non saprei dire. Ho riferito cio’ che mi e’ stato detto… 😉

  32. Comment di utente anonimo — 21 Novembre 2006 @ 18:15

    Forse è un pò di parte il mio giudizio…

    a me il Grop piace perchè c’è molta atmosfera di festa a differenza di altre discoteche, è un pò come l’Amami a Treviso, se hai presente.

    Però può infastidire perchè effettivamente la troppa calca non ti permette di muoverti con “disinvoltura”, questa cosa da fastidio a tante persone, e a volte anche a me se non ho il tavolo…

    quindi non è che io mi diverta sempre! (ti dirò che addirittura (…) per 2 venerdì di fila sono andato in Villa… sono proprio sceso in basso!).

    Venerdì e la domenica sono belle serate, il sabato anche, ma ci sono tanti giovincelli, e questo può irritare i matusa come noi…

    ma gente ce n’è, qua non è questione di essere di parte… è un dato di fatto.

    Provare per credere!

    Nando

  33. Comment di krossroads — 22 Novembre 2006 @ 14:02

    nando….matusa ci sarai tu 😉

  34. Comment di utente anonimo — 22 Novembre 2006 @ 14:56

    secondo me dovresti fare un po’ di selezione all’ingresso dei commenti. leggo degenerazioni degne di amami e grop.

    f.d.t.

  35. Comment di utente anonimo — 22 Novembre 2006 @ 15:49

    Kross: intendevo me stesso, il vate e anche Fabio come matusa… mai mi sarei permesso di dirlo a te…

    f.d.t.: io ho il tavolino… posso entrare in questo Blog! è che adesso non ricordo il nome del tavolo… e ho anche perso il cellulare, non posso chiamare i miei amici che sono dentro… dai, fammi entrare!!! ho anche il gomito che mi fa contatto col piede… e mio padre è rimasto chiuso nell’autolavaggio…

    SuperGiovane, aiutami tu!

    Nando

  36. Comment di utente anonimo — 22 Novembre 2006 @ 16:06

    beh, adesso non ci allarghiamo Nandino… io il Nodo l’ho visto solo di striscio passando per la postumia e non mi attrae più di tanto l’ingresso, ma matusa a me non me lo dici proprio!

    Anche se Il Maestro mi dice di andarci (al nodo) per fare della Vera Analisi Sociologica… boh, ci penserò. Non penso di acquisire più info di quante ne avevo andando al muretto un pò di anni fa… ultimi ingressi in disco prima di ritirarmi dal mercato…

    Ah, e la selezione all’ingresso di questo blog è una vera cagata, rende nervosi i partecipanti, fa prendere freddo e devìa le entrate verso altri lidi.

    fabio

  37. Comment di mvittoria — 22 Novembre 2006 @ 16:28

    Riguardo agli scoiattoli: se ti sei emozionato per uno scoiattolo, aspetta di vedere le volpi a Londra. Ti stropiccerai gli occhi mettendo in dubbio la tua lucidita’, sono animali eccezionali che si muovono nel traffico e nella confusione della metropoli con grazia e disinvoltura.

    Riguardo Carporter: non ho mai avuto un giardino, neanche sapevo cosa fosse un carporter…

    l’unica cosa che si avvicinava ad un carporter erano le pensiline del macello vicino a casa mia. Ma ora hanno lasciato il posto ad un parcheggio.

  38. Comment di utente anonimo — 22 Novembre 2006 @ 16:41

    Nandino…

    Non ricordo nemmeno l’ultima volta che mi hanno chiamato così…

    ok, ok, ti tiro via dalla categoria dei matusa, restiamo io e il Marketto!

    (almeno fino a quando non mi dirà qualcosa pure lui e resterò solo io!!!) ma meglio soli che mal accompagnati!!! 😉

    comunque non obbligo nessuno ad andare al Nodo, sia chiaro… ne ho solo tessuto le lodi…

    però se devi fare una vera analisi sociologica allora ti consiglio l’Odissea… ne nascerebbe un’analisi più variegata!

    Ciao, Fabietto

    Nando

  39. Comment di utente anonimo — 22 Novembre 2006 @ 16:59

    l’Odissea… ahahaha! non la sentivo più nominare dai tempi del Palmariva…. ahahaha! Per non dire Manhattan o Victoria.

    Vero Nando, in quei posti il variegato è più variegato che non al Nodo. Penso.

    Ciao

  40. Comment di krossroads — 22 Novembre 2006 @ 17:03

    il manhattan e il victoria adesso sono un ammasso informe di pietre in balìa delle intemperie e del muschio…

  41. Comment di utente anonimo — 22 Novembre 2006 @ 17:05

    splendida metafora per definire la nostra generazione di trentenni out…

    fabio

  42. Comment di krossroads — 22 Novembre 2006 @ 17:23

    la si puo’ leggere anche così in effetti

  43. Comment di utente anonimo — 22 Novembre 2006 @ 17:30

    Il Manhattan… quanti ricordi!

    che fine indegna ha fatto!!!

    invece il Palmariva resiste… eccome se resiste!!!

    E’ vero, comunque… al Nodo trovi praticamente solo un determinato tipo di gente… quindi secondo me da un punto di vista sociologico ha poco interesse!

    invece all’Odissea…

    ce n’è per tutti i gusti!!!

    Nando

  44. Comment di lombardo — 1 Aprile 2008 @ 14:04

    votatelo tu quel faccione della lega

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